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Cosa fa aumentare davvero la bolletta dell’energia in estate? Le cattive abitudini a cui porre rimedio subito

📅 10 Agosto 2026✍️ di Paolo Lerici⏱️ 6 min di lettura

Arriva il caldo, apri la bolletta e ti chiedi dove sia finita la leggerezza dell’estate. Non sei l’unico. Ogni anno vedo gli stessi errori ripetersi: abitudini piccole, apparentemente innocue, che sommano kilowattora come gocce in un secchio. Nel mio monolocale a Bologna ho installato sensori, prese smart e un misuratore al quadro: è lì che ho capito che il risparmio nasce dai dettagli, non dai miracoli. Qui trovi cosa tagliare subito e come decidere in modo lucido.

Clima: comfort sì, sprechi no

Il climatizzatore è il centro di gravità della bolletta estiva. Un Condizionatore d’aria impostato male divora energia senza darti davvero più benessere.

La temperatura di setpoint è la prima leva. Se imposti 23 °C perché “così si sta freschi”, sappi che ogni grado in meno può pesare fino al 7-10% sui consumi. Il mio consiglio: punta a 26 °C in raffrescamento con umidità intorno al 50-55%. Spesso basta già per sentirti a tuo agio.

Usa la modalità deumidificazione quando l’aria è pesante: consuma meno e aumenta il comfort percepito. Evita invece l’uso compulsivo della modalità “Turbo”: è utile per raffrescare una stanza all’arrivo, ma se la lasci attiva il compressore resta a pieno carico più del necessario.

Filtri e split puliti fanno la differenza. Polvere e ostruzioni costringono il motore a lavorare forte: 10 minuti al mese con aspirapolvere e acqua tiepida regalano efficienza gratis. E non coprire le bocchette con tende o mobili: l’aria deve circolare.

Infine, ricorda che chiudi sempre porte e finestre durante il funzionamento. Tende esterne, veneziane e schermature evitano che il sole trasformi casa in una serra. Ventilatori a soffitto o da pavimento aiutano a percepire due gradi in meno con pochi watt.

Standby: i consumi fantasma che non vedi

In estate passiamo più tempo fuori e lasciamo a casa una piccola centrale di carichi “silenziosi”: decoder, console, TV in standby, speaker, macchine del caffè, caricabatterie dimenticati nella presa. Sommali e arrivi facilmente a 20-40 W sempre attivi: in un mese sono decine di kilowattora.

Io mappo questi assorbimenti con prese smart dotate di misurazione. Quello che non serve la notte o quando esci lo spengo con scene automatiche. Le soluzioni semplici vincono: multiprese con interruttore per la postazione TV, presa smart per lo scalda-acqua del bagno, timer sul deumidificatore. Il router spesso va lasciato acceso, ma tutto il resto può andare in sospensione vera.

Cucina ed elettrodomestici: il calore che paghi due volte

Forno tradizionale, piastra elettrica e asciugatrice non solo consumano: scaldano l’ambiente e costringono il clima a lavorare di più.

Se puoi, sposta le cotture più lunghe alla sera. Preferisci microonde e friggitrice ad aria per porzioni piccole; usa coperchi e pentole a fondo spesso per ridurre i tempi. Il forno? Accendilo quando davvero serve, senza pre-riscaldare eccessivamente.

Lavatrice e lavastoviglie rendono bene a 30-40 °C con i cicli Eco: allungano il tempo ma tagliano kilowattora. Evita l’asciugatrice in piena estate: centrifuga più alta, stendi e sfrutta il ricambio d’aria. Se proprio devi usarla, evita le ore calde.

Frigorifero e freezer meritano una verifica: 4 °C per il frigo e -18 °C per il congelatore sono il punto di equilibrio. Guarnizioni integre, distanza dal muro di almeno 10 cm per sfogare il calore, brina mai oltre i 5 mm. Non inserire cibi ancora bollenti: il compressore ringrazia.

Acqua calda: pochi gradi valgono molto

Lo scaldabagno elettrico in estate è spesso dimenticato, ma incide. Porta il termostato a 48-50 °C: riduci dispersioni e calore rilasciato in casa. Se sei via per il weekend, attiva la modalità “vacanza” o stacca con una presa smart. Una semplice guaina isolante sul boiler mantiene la temperatura più a lungo.

Docce più brevi, soffione a portata ridotta e miscelatore termostatico aiutano a consumare meno senza rinunce. Se devi sostituire il sistema, valuta una pompa di calore dedicata: costa di più all’acquisto ma taglia i consumi rispetto a una resistenza elettrica pura.

Tariffe, fasce orarie e picchi di potenza

Conoscere la tua offerta è decisivo. Se hai una tariffa bioraria, spostare lavatrice, lavastoviglie e ricariche nelle fasce più economiche porta risparmi reali. Informati presso il tuo fornitore e controlla le definizioni delle fasce stabilite da ARERA.

Leggi il contatore di seconda generazione: la voce di potenza istantanea ti dice subito se stai esagerando con i carichi. Evita di far partire forno, condizionatore e lavastoviglie insieme: oltre alla bolletta, rischi lo scatto. Se superi spesso i limiti, prima impara a sequenziare gli usi; solo dopo valuta un aumento di potenza, che ha un costo fisso annuo.

Gli errori più comuni che fanno lievitare la spesa

Li incontro spesso nelle case che analizzo. Se ti riconosci, correggi oggi stesso:

  • Impostare il clima a 22-23 °C e poi coprirti sul divano.
  • Lasciare le schermature solari alzate nelle ore centrali.
  • Far lavorare l’asciugatrice a mezzogiorno con 35 °C fuori.
  • Usare il forno per porzioni piccole che il microonde gestirebbe meglio.
  • Tenere attivi standby di TV, console e macchine del caffè h24.
  • Filtri del clima sporchi e split ostruiti da tende.
  • Inserire in frigo pentole ancora calde.
  • Scaldabagno a 60 °C tutto l’anno, anche quando non serve.

Se fossi al posto tuo, farei così

Primo: misurazione. Una presa smart con wattmetro su clima, scaldabagno e TV ti dirà dove colpire. Senza numeri, si va a sensazione.

Secondo: setpoint del climatizzatore a 26 °C, ventola su auto, deumidificazione nei giorni più umidi. Porte chiuse, tende abbassate nelle ore di sole, ventilatore a supporto.

Terzo: taglio netto agli standby. Multiprese con interruttore sulla zona living, scena “Notte” che spegne tutto il non essenziale. È un gesto da 10 secondi che vale euro reali a fine mese.

Quarto: cucina più furba. Microonde per scaldare, forno solo quando serve, cotture lunghe alla sera. Lavatrice e lavastoviglie in Eco e, se hai fasce orarie, nelle ore più convenienti.

Quinto: acqua calda a 48-50 °C e timer sul boiler. Docce più brevi e soffione a basso flusso: il comfort non cambia, la bolletta sì.

Sesto: controlla il frigo. Temperature corrette, guarnizioni in ordine, spazio per lo scambio termico. Sono minuti ben spesi.

Checklist operativa per agire subito

  • Imposta il climatizzatore a 26 °C e pulisci i filtri oggi stesso.
  • Abbassa tende e chiudi persiane nelle ore più calde; usa un ventilatore di supporto.
  • Installa almeno due prese smart con misurazione su scaldabagno e TV/console.
  • Spegni gli standby con multiprese a interruttore prima di uscire o andare a dormire.
  • Sposta lavatrice e lavastoviglie a sera/notte se la tua offerta lo consente.
  • Riduci il boiler a 48-50 °C e attiva la modalità vacanza quando sei via.
  • Controlla sul contatore la potenza istantanea mentre accendi più carichi: impara a sequenziarli.
  • Evita forno e asciugatrice nelle ore calde; privilegia microonde e stendino.
  • Verifica guarnizioni e temperature di frigo e freezer; sbrina se necessario.
  • Segna i consumi settimanali: punta a un -10% nel primo mese.

L’estate non deve essere un salasso. Con scelte consapevoli e poche automazioni mirate, tagli la bolletta senza rinunciare al comfort. È il metodo che adotto a casa mia, ed è quello che funziona: meno sprechi, più controllo, zero sorprese.

Paolo Lerici

Appassionato di tecnologia e ambiente, Paolo recensisce da anni soluzioni smart home per gestire consumi domestici. Vive in un monolocale a Bologna dove ha installato sensori e dispositivi per tagliare consumi superflui. È convinto che il risparmio inizi dai dettagli e ama raccontare le sue sperimentazioni digitali.