Quanto incide la temperatura impostata sul condizionatore? Il valore ottimale secondo gli studi

Incide molto: ogni grado in meno sotto i 26 °C può far salire i consumi del condizionatore dal 6% al 10%. Gli studi sul comfort indicano come valore ottimale per il raffrescamento domestico circa 26 °C (25–27 °C a seconda di umidità, attività e abbigliamento). Meglio puntare sulla stabilità, non su «colpi di freddo».
- Setpoint consigliato: 26 °C di giorno, 27–28 °C di notte.
- Ogni −1 °C rispetto a 26 °C = +6–10% di consumo.
- Umidità target: 40–60% per comfort con meno freddo.
- Ventilazione e schermature aiutano a risparmiare più dei gradi in meno.
Perché il setpoint incide così tanto
Il condizionatore lavora contro il caldo esterno: maggiore è la differenza di temperatura, maggiore è il lavoro del compressore e minore l’efficienza istantanea.
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Il valore ottimale secondo gli studi
La letteratura sul comfort termico (es. ASHRAE Standard 55) e le indicazioni tecniche di enti nazionali come ENEA convergono su un range di benessere con abbigliamento estivo leggero e attività leggera attorno ai 25–27 °C, con umidità relativa 40–60%.
In casa, con buona ventilazione interna e corretta deumidificazione, 26 °C rappresenta il miglior compromesso tra comfort e consumo. La notte, quando il corpo produce meno calore e l’aria esterna si raffresca, si può salire a 27–28 °C mantenendo un comfort accettabile.
| Setpoint | Consumo stimato vs 26 °C | Note di comfort |
|---|---|---|
| 27–28 °C | −5% / −10% | Ok di notte con ventilazione |
| 26 °C | Baseline | Equilibrio comfort/risparmio |
| 25 °C | +6% / +10% | Per picchi di calore o affollamento |
| 24 °C | +12% / +20% | Freddo per molti; occhio a umidità |
| 23 °C | +18% / +30% | Costi e rischi di discomfort elevati |
Regola pratica veloce
Giorno: imposta 26 °C e ventola media. Notte: 27–28 °C con ventilatore di supporto, deumidifica attiva.
Fattori che spostano l’ago della bilancia
- Umidità: a parità di temperatura, un’aria più secca risulta più confortevole.
- Isolamento e serramenti: tetto e infissi performanti riducono il carico e permettono setpoint più alti.
- Esposizione e schermature: tende esterne e frangisole limitano il guadagno solare.
- Numero di persone e apparecchi: più calore interno, più serve margine (25–26 °C nelle ore di punta).
- Classe energetica e taglia dell’unità: macchine efficienti e ben dimensionate mantengono il comfort senza eccessi.
- Manutenzione: filtri sporchi = minore portata d’aria, consumi in crescita e comfort in calo.
- Ventilazione incrociata: se possibile, sfruttarla la sera per smaltire il calore accumulato.
- Tessuti e abbigliamento: materiali traspiranti ampliano il range di comfort percepito.
Strategia in 5 mosse per tagliare i consumi
- Limitare il delta: mantieni una differenza con l’esterno di 5–7 °C. Con 33 °C fuori, 26–27 °C dentro sono ideali.
- Deumidifica mirata: usa la modalità «dry» nelle giornate afose. Spesso bastano 26–27 °C con UR al 50%.
- Ventola e ricircolo: ventola media e pale a soffitto creano wind-chill percepito di −1/−2 °C senza alzare i consumi.
- Programmi: timer per pre-raffrescare prima dei picchi e Eco/Auto per modulare; evita accensioni e spegnimenti continui.
- Schermature e carichi interni: chiudi persiane al sole, limita forno e luci alogene nelle ore calde.
- Obiettivo comfort prima del «freddo»: 26 °C, UR 40–60%, aria in movimento.
- Tagliare di 1 °C solo quando serve davvero (ospiti, cucina accesa, picchi pomeridiani).
Errori comuni da evitare
- Impostare 22–23 °C per «raffreddare prima»: non velocizza il raffrescamento, ma spreca energia e rischia condensa.
- Spegnere e riaccendere spesso: meglio mantenere un setpoint stabile con inverter.
- Ignorare i filtri: lavarli ogni 2–4 settimane in stagione.
- Direzionare l’aria sul corpo: crea discomfort e mal di gola; orienta le alette in alto per miscelare.
- Dimenticare la notte: alzare di 1–2 °C e attivare la funzione sleep.
Caso reale: una ristrutturazione che insegna
Nel passaggio dalla mia vecchia casa alla nuova, riqualificata vicino a Ferrara, ho visto la differenza. Con cappotto leggero sulle pareti più esposte, schermature esterne e ventilatori a soffitto, ho fissato 26 °C come setpoint standard. Risultato? Estate più uniforme, meno accensioni al massimo, e una riduzione dei kWh in raffrescamento stimabile nell’ordine di circa il 15–20% rispetto agli anni precedenti, a parità di giornate calde. La chiave non è stata «fare più freddo», ma farlo meglio.
Domande rapide
- In ufficio vale 26 °C? Sì come riferimento, ma con molti occupanti può servire 25 °C nelle ore di punta.
- Bambini e anziani? Meglio evitare sbalzi: 26–27 °C con umidità controllata e aria non diretta.
- Ondata di calore intensa? Pre-raffresca al mattino, chiudi schermature, mantieni 25–26 °C nelle stanze usate e 27–28 °C nelle altre.
La regola d’oro resta semplice: comfort stabile, non freddo estremo. Il portafogli e il benessere ringraziano.

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